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Dal piano Industria 4.0 gli incentivi per investire in azienda

Il 2017 sarà un anno particolarmente favorevole per le imprese che effettueranno nuovi investimenti legati all’acquisto di macchinari tecnologicamente avanzati, all’automazione dei processi e alla digitalizzazione aziendale.

La Legge di Bilancio per il 2017, recentemente approvata dal Senato, contiene infatti un pacchetto di aiuti, il c.d. Piano Industria 4.0, finalizzato ad accompagnare le imprese nel processo di trasformazione industriale ed allinearsi alle esigenze di rinnovamento imposte dalla quarta rivoluzione industriale in corso.

La potenzialità delle nuove tecnologie informatiche – internet of things (iot), big data analytics, robotica collaborativa, additive manufacturing, digital factory, cyber security ecc. – sono destinate a cambiare gli attuali modelli di business ed il modo di fare impresa anche dei piccoli imprenditori.

Per facilitare il processo di evoluzione, anche culturale, il Governo ha messo in campo tre strumenti a supporto del rilancio degli investimenti aziendali: la Nuova Legge Sabatini per l’acquisto di nuovi macchinari, il super ammortamento sull’acquisto di beni strumentali, e l’iperammortamento sui beni Industria 4.0.

Si tratta di incentivi fiscali automatici a carattere “orizzontale”. Gli aiuti si applicano a tutte le imprese sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla natura giuridica e dal settore economico in cui operano, e non prevedono meccanismi di valutazione e selezione delle domande.

Vediamo nel dettaglio i tre strumenti.

 

La Nuova Legge Sabatini

La misura è riservata alle piccole e medie imprese e consente di ottenere un contributo in conto interessi a fronte di finanziamenti per l’acquisto, o leasing, di beni strumentali nuovi per un massimo di 2 milioni di euro. L’incentivo opererà fino al 31 dicembre 2018.

Nel dettaglio sono agevolabili le spese riferite a macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, classificabili, nell’attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell’art. 2424 del codice civile, nonché software e tecnologie digitali, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, localizzate nel territorio nazionale. L’importo minimo dei beni agevolabili è pari a 516,46 euro, al netto dell’IVA.

I beni oggetto di agevolazione devono essere capitalizzati, ad eccezione delle immobilizzazioni acquisite tramite leasing finanziario, e mantenuti nell’unità produttiva per almeno tre anni.

È prevista una maggiorazione pari al 30% dell’agevolazione, e una riserva di fondi pari al 20% in caso di investimenti innovativi, quali gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Il contributo concesso dal Ministero alla PMI, a fronte del finanziamento ottenuto, è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali posticipate, al tasso del 2,75 % annuo per cinque anni.

Ciascun finanziamento può essere assistito dalla garanzia del “Fondo di garanzia” fino all’80%. È inoltre cumulabile con i benefici previsti dall’iperammortamento.

Per accedere all’incentivo la PMI deve presentare alla banca, o a un intermediario finanziario convenzionato, la domanda di agevolazione e la correlata richiesta di finanziamento.

L’intervento non è una novità in quanto è stato istituito nel 2013 ed è stato largamente utilizzato dalle imprese. Sono oltre 15 mila le domande presentate alle banche o agli intermediari nei due anni di attivazione dello strumento per un valore complessivo di finanziamento già deliberato pari a oltre 3,8 miliardi di euro e un contributo MiSe pari a 300 milioni di euro (dati al 31 agosto 2016).

Il rifinanziamento della Nuova Legge Sabatini, disposto dalla legge di bilancio 2017, porta ora la dotazione finanziaria disponibile a 560 milioni di euro.

 

Il Superammortamento

La misura è finalizzata ad incentivare gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi attraverso una maggiorazione percentuale pari al 40% del costo fiscalmente riconosciuto dei beni medesimi in modo da consentire, ai fini della determinazione dell’IRES e dell’IRPEF, l’imputazione al periodo d’imposta di quote di ammortamento e di canoni di locazione finanziaria più elevati.

I beni devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.

Il beneficio spetta, oltre che per l’acquisto dei beni da terzi, in proprietà o in leasing, anche per la realizzazione degli stessi in economia o mediante contratto di appalto.

L’incentivo, introdotto con la legge finanziaria del 2016, è ora stato prorogato di un anno. Il superammortamento opererà per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017, oppure entro il 30 giugno 2018 a condizione che l’ordine sia stato accettato nel 2017 e sia avvenuto il pagamento di un acconto pari al 20%.

 

Iperammortamento

La misura prevede una maggiorazione del 150% degli ammortamenti su beni ad alto contenuto tecnologico, consentendo così di ammortizzare un valore pari al 250% del costo di acquisto (il leasing in questo caso non è ammesso).

I beni devono presentare caratteristiche tecniche tali da poter essere inclusi negli elenchi dei beni agevolabili previsti dalla Legge di Bilancio 2017 (allegati A e B) ed essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Sono previste 4 categorie di beni agevolabili in iperammortamento:

  • beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave 4.0;
  • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità;
  • dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro;
  • beni immateriali connessi a investimenti in beni materiali – Industria 4.0 (con maggiorazione del 140%).

In particolare sono ammessi all’agevolazione in esame gli investimenti riguardanti sia le macchine utensili sia gli impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime; inoltre si aggiungono le macchine motrici e operatrici per la movimentazione dei pezzi. Infine nella sezione relativa ai sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità sono inseriti, oltre ai componenti energetici, anche quelli per il monitoraggio dei consumi idrici e per la riduzione delle emissioni.

I beni immateriali, come software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, per essere ammissibili devono necessariamente essere connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0. L’agevolazione in questo caso è pari al superammortamento del 140%.

Per usufruire dell’iperammortamento occorrerà una autocertificazione dei beni, o, in caso di bene superiore a 500 mila euro, una perizia giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato, attestante che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La consegna del prodotto deve avvenire entro giugno 2018 a condizione che entro il 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione.

 

 

Dott. Marco Tabladini

Partner e consulente senior di GFINANCE srl. Dottore Commercialista e Revisore. Formatore in corsi e master sul tema dei fondi europei e fondi strutturali, per conto di Amministrazioni Pubbliche, Associazioni imprenditoriali, Ordini Professionali e aziende private. Controllore di primo livello e Auditor contabile indipendente, incaricato della revisione di numerosi progetti europei e nazionali. Ha maturato una solida esperienza nel campo della progettazione, gestione e coordinamento di programmi finanziati dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria lavorando per conto di imprese e pubbliche amministrazioni. È attualmente impegnato nella gestione tecnico-amministrativa di diversi progetti finanziati dalla Commissione Europea. Collabora con il gruppo di ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano. E’ autore di articoli e pubblicazioni sul tema dei finanziamenti europei per imprese ed enti pubblici.

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Di | 2017-06-28T12:30:26+00:00 aprile 28th, 2017|Finanza agevolata, Organizzazione|0 Commenti